Testamento spirituale di Nino Baglieri

Ecco tutto è compiuto.
Padre nelle tue mani affido il mio spirito
Sono le ultime parole di Gesù sulla croce e queste parole voglio farle mie per questo momento particolare dove si conclude la mia vita terrena.
In dormiveglia spesse volte ho visto questa scena: una bara che contiene le mie spoglie mortali nella Celebrazione Eucaristica per il mio ritorno alla Casa del Padre, per occupare il posto che lui ha preparato per me.
La celebrazione non sia un triste funerale ma un momento di gioia.
Facciamo festa! E' il mio incontro con il Signore. Finalmente potrò vederlo così come egli è, per contemplarlo in eterno e cantare le sue lodi.
Finalmente il mio spirito è libero dalla prigionia di questo corpo; finalmente ho lasciato la mia carrozzina, posso correre nei verdi prati fioriti e saltellare come una cerva lungo corsi d'acqua.
Libero in tuta e scarpette.
Per tanti anni le mia gambe sono state ferme; ora posso correre, come quando ero bambino, nelle campagne, mi arrampicavo sugli alberi.
Non siate tristi. Unitevi alla mia preghiera di lode e di ringraziamento.
Cantiamo il Magnificat, così anche Maria si unisce alla lode.
Grazie, Signore, per il dono della vita; grazie perché mi hai fatto figlio tuo; grazie perché mi hai fatto erede del tuo Regno.
Grazie per i miei genitori Pietro e Peppina che hanno sacrificato la loro vita per me accudendomi in tutte le mie necessità.
Mi hanno aiutato a portare la croce: anche loro hanno detto il loro "si" alla Tua volontà.
Non finirò di ringraziarti, o Signore, per avermi chiamato a te attraverso la croce, il 6 maggio 1968.
Una croce pesante per le mie giovani forze di diciassettenne.
Mi ribellavo; ancora, Signore, non ti conoscevo.
E' solo per il si della mamma alla croce - alla richiesta del primario a mettere fine alla mia vita - che sono qui a scrivere questa mia memoria, prima che la vista non mi permetta più di scrivere.
Lei ha abbracciato la croce per prima e con tanto amore mi ha accudito, non mi ha lasciato un attimo, fino alla fine.
Grazie mamma: continueremo a stare insieme per sempre insieme a papà; la nostra croce sarà il passaporto e la chiave per entrare in Paradiso.
Anni difficili di sofferenza, solitudine, disperazione.
Quanto odio, bestemmie, lacrime; quante preghiere della mamma.
Dieci anni lunghi di tenebre senza nessuna speranza.
Tutto era finito.
Ed ecco la tua luce, Signore, illumina il mio cammino.
Tu non mi hai abbandonato. Tu eri dentro di me, aspettavi solo che io mi accorgessi della tua presenza.
Eri come il fuoco sotto la cenere, pronto ad infuocare nella mia vita e farmi rinascere per uscire da quella tenebra di morte che si era creata in me
Venerdì santo del 1978: padre Aldo Modica, di pomeriggio, venne a casa mia con un gruppo di persone del Rinnovamento dello Spirito.
Incomincia la preghiera: Padre Aldo mi pone le mani sulla testa, invoca lo Spirito Santo; ed ecco, un grande calore e un grande formicolio invadere tutto il mio corpo; come una forza nuova entrava in me e qualcosa di vecchio usciva.
Ti ho detto il mio "si", ho accettato la mia croce ed eccomi rinascere a vita nuova: sono un uomo nuovo, hai guarito il mio spirito che vale molto di più della guarigione fisica; una grande gioia riempie il mio cuore.
Il fuoco dentro il cuore ha cominciato ad ardere per bruciare tutta quella disperazione, l'odio e tutto il marciume che era dentro di me.
Finalmente avevo capito che tu Signore avevi un progetto d'amore nella mia vita e volevi la mia collaborazione, il mio si.
Eccomi, Signore, sono tuo; fai di me quello che vuoi.
Nasce subito il desiderio di conoscerti; quel Dio che era velato dentro di me, ora mi chiama a scoprirlo.
Ecco la sete di leggere la tua Parola, per un anno di seguito; la mia sete era grande, ero affamato di te.
Tu Signore mi nutrivi con la tua Parola e mi dissetavi con l'acqua della vita.
Signore, volevi che diventassi un tuo testimone e mi hai dato il dono di scrivere con la bocca, per testimoniarti al mondo con gli scritti.
Quante lettere, quanta gente a casa mia, quanti viaggi con la macchina per donare agli altri la gioia che metti nel mio cuore, le meraviglie che hai compiuto nella mia vita.
Tu, Signore, hai cambiato la mia sofferenza in gioia, tutta la mia vita è diventata una continua lode a Te, perché tutto è dono, tutto è grazia; anche la croce si fa dono, un dono prezioso per me e per gli altri.
Quante persone importanti mi hai fatto conoscere: non posso dimenticare l'incontro con il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel 1988 per il centenario di Don Bosco, quel santo Papa che mi ha tracciato il segno di croce sulla fronte.
E poi, il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Egidio Viganò, poi don Vecchi, Monsignor Angelo Comastri, il Cardinale Sodano, Padre Raniero Cantalamessa e tanti sacerdoti e suore, tantissime persone.
Come dimenticare il mio Vescovo, Monsignor Nicolosi prima, Monsignor Malandrino poi, che mi hanno visto crescere spiritualmente nella sofferenza; tanti seminaristi, con l'impegno di celebrare una delle prime messe a casa mia, e sono stati a celebrare nella mia cameretta anche di altre Diocesi.
Continuerò con la preghiera dal cielo affinché il Signore mandi tante vocazioni e dei seminaristi ne faccia santi sacerdoti.
Ti ringrazio, Signore, per i santi sacerdoti che mi hai fatto incontrare e che mi hanno aiutato a crescere spiritualmente: don Re, Padre Attilio, camilliano, che mi ha fatto innamorare della croce rossa sul petto, la croce della carità; ogni volta si inginocchiava davanti al letto e mi chiedeva la benedizione; don Giardina, don La Porta, che mi hanno aiutato nel mio cammino alla consacrazione con i Volontari di Don Bosco. Il 31 agosto 2004 ho fatto la Professione Perpetua: desideravo questa consacrazione da tanti anni e tu, Signore, mi hai accontentato anche in questo. Lo consiglio a voi giovani di vivere una vita da consacrati, non perdetevi una grazia così grande.
Se sentite dentro di voi il Signore che vi chiama, dite il vostro "si" senza alcun timore.
Il mondo delude, Gesù non delude mai; Lui è il compagno della vita: lasciatevi conquistare dal Suo Amore.
Grazie, Signore, per le persone che mi hai messo accanto, i miei "cirenei": Enzo Giurdanella, per tanti anni mi ha prestato le mani e i piedi e io a lui gli occhi; tanti altri fratelli che mi hanno aiutato a portare la croce.
Mio cognato Paolo e Rosa che hanno abbracciato con me la croce: mi accudiscono in tutte le mie necessità fin da quando erano fidanzati; Paolo non mi ha mai lasciato,
mi ha portato ovunque, accudendomi nelle cose più umili.
Tu, o Gesù, nella loro presenza mi hai servito e accudito, perché in loro vedo il volto del Tuo Amore.
Sono state grandi le gioie di questa vita, ma segnate anche da grande dolore: la scomparsa di mio nipote Piero, il primo nipote: a 28 anni torna alla Casa del Padre lasciando un grande vuoto nel cuore di tutti, segnato anche lui dalla croce fin da piccolo; con la sua semplicità e la sua umiltà ha vissuto i veri valori della vita, lasciando un ricordo indelebile nel cuore di tanti amici. Sento vivo Piero nel mio cuore e quel suo saluto affettuoso "ciao zio Nino"; ora saremo di nuovo insieme: Piero, ti voglio bene.
Non posso dimenticare i miei nipoti e la nipote più piccola, Simona, mi dona tanta gioia, allegria, con il suo modo di essere: è la mia assistente sociale.
Anche il grande amico Giorgio Criscione, dal cuore grande; con Padre Renato, carmelitano, sono stati i testimoni della mia Professione Perpetua.
Così anche Enza Mazza, sempre presente a farmi compagnia.
Ecco: amo tutti, tutti mi vogliono bene ed io continuerò dal cielo la mia missione, vi scriverò dal Paradiso: non lasciatemi senza far niente.
La preghiera va direttamente al cuore di Dio passando attraverso il cuore immacolato di Maria: tante grazie pioveranno dal cielo.
La Vergine Maria mi è stata sempre accanto e la vedo nella presenza di mia mamma, sempre pronta, attenta ad ogni mio lamento, pronta a confortarmi, ad asciugare le mie lacrime, a curare le mie ferite; la vedo qui, Maria, ai piedi del mio letto, come ai piedi della croce, a soffrire per il figlio infermo, al capezzale per accarezzare il proprio figli malato.
Si, o Madre, grazie perché sono per te il tuo Gesù e tu, o Maria, la mia mamma, stammi vicino nell'ora della morte e portami da Gesù.
Questo momento tanto desiderato, l'incontro con il Signore, finisce la vita terrena e comincia la vita, la vera vita, quella che non finisce mai più.
Quante sofferenze in questi ultimi anni, le piaghe che mi consumano, la bronchite che mi soffoca; la croce si fa sempre più pesante.
Con la grande celebrazione del 6 maggio per il mio 33° anno di croce, nella chiesa di San Giovanni, quando è venuto Monsignor Comastri, vescovo di Loreto, si è concluso un periodo e si è aperto un altro periodo, quello più doloroso ma quello più fruttuoso; da allora non ho più potuto festeggiare il mio "anniversario di croce" in chiesa, la salute non me lo ha permesso, le piaghe, la bronchite ... la mia camera è divenuta il mio mondo; ho dovuto rinunziare ad andare anche a messa; le lunghe
passeggiate, il contatto con la gente non c'è più.
Dentro, a letto, in compagnia della sofferenza; ho più tempo per meditare, per pregare, per offrire e, a volte, anche per piangere.
Tante volte ho sentito la sensazione che Dio mi avesse abbandonato, mi sono scoraggiato, ho gridato: "Dio, dove sei?".
Ma tu, o Padre, mi sei sempre vicino, mi sostieni e mi dai forza e coraggio per rialzarmi dalla caduta e continuare con più ardore di prima il cammino con Gesù, con la mia croce.
Questa mia croce che ho sposato, è come una sposa fedele che non mi lascia mai.
Il Signore mi da forza nella Santa Eucarestia di tutti i giorni; Giovanna Modica, la mia ministra straordinaria, mi porta Gesù tutti i giorni: la teca con le ostie viene posata sul mio cuore ed ecco che il mio letto diventa altare dove il mio corpo viene offerto al Signore, giorno e notte, e in questo momento che Gesù è poggiato sul mio cuore, il mio corpo viene trasformato e diviene un unico sacrificio con quello di Gesù, facendo la comunione ancora più forte, più completa la fusione di amore tra il Divino e l'uomo.
Cosa sono, Signore, perché tu hai tanto amore per me? Mi fai sentire utile a tanti fratelli; anche se sono nel mio letto, mi fai camminare per il mondo, mi fai abbracciare il mondo intero; anche se le mie mani non si muovono, tu sei la mia forza, la mia gioia: tu, il mio tutto.
Tu Signore, mi dai grandi consolazioni nella mia sofferenza, mi dai dei dolcini che addolciscono il calice amaro del dolore.
Tante visite, tra cui due visite speciali: il reliquiario della Madonnina delle lacrime di Siracusa nel suo 50° anniversario di lacrimazione; ho avuto la gioia di avere il reliquiario nella mia cameretta, le lacrime di Maria qui accanto a me; c'è stato un intimo colloquio con la mamma celeste. Ho donato a Maria tutto me stesso, affidandomi al suo amore di mamma, per rendermi sempre più conforme alla volontà del Padre e dire il mio "si" continuo, totale, come il "si" che ha detto Lei all'annunzio dell'angelo e ai piedi della croce. Il suo conforto e sostegno non mi manca.
Un'altra visita straordinaria: quella dell'urna di San Domenico Savio nel 50° di santificazione: questo mio piccolo grande Santo a cui il Signore mi ha affidato per imitarlo nella santità: il 6 maggio, quando sono caduto, era proprio la festa di San Domenico Savio; da allora è diventato il mio santo protettore.
"La morte ma non peccati" diceva San Domenico; averlo qui, nella mia cameretta, è stato come un dono del Signore per accettare ancora di più la mia croce e farne un dono per gli altri.
Ogni giorno, nella santa comunione, offro le mie preghiere, le mie sofferenze, la mia vita, per i bisogni della Santa Chiesa; da sempre offro per il Papa, i Vescovi, il "mio" Vescovo, i sacerdoti, i seminaristi, i missionari, le vocazioni, la Famiglia Salesiana e per tutti quelli che si affidano alle mie preghiere: continuerò dal cielo la mia missione.
Grazie, Signore, perché mi hai chiamato a te attraverso la sofferenza, grazie per questa fiducia che poni in me per aiutarti nel piano di redenzione per la salvezza del mondo.
Ho cercato di essere un servo fedele, anche se tante volte ti ho messo da parte: ti chiedo perdono, o Signore, se ti ho offeso.
A volte la mia poca fede mi ha fatto barcollare sotto il peso della croce; perdonami se ho dubitato quando il catarro mi soffocava e, avendo paura di finire, dicevo: "Dio mio, dove sei?"
Tu, o Dio, mi hai fatto superare tutte le difficoltà; superata la crisi, la gioia torna più di prima, la tua luce mi avvolge e il sorriso torna sulle mie labbra, la luce brilla nei miei occhi.
Usami misericordia, Signore, salva la mia anima.
Chiedo perdono a tutti i fratelli se tante volte ho mancato di carità, se ho offeso qualcuno senza volerlo, se non ho saputo ascoltare i loro problemi, se non sono stato umile, caritatevole o se sono stato indifferente: perdonatemi con il cuore e non ci sia nessun rancore perché nessuna tenebra ci sia nel vostro cuore e si possa essere sempre in comunione con Dio e con i fratelli.
Credetemi: ne valeva la pena soffrire!
Le cose belle costano, e più sono belle e più costano; e cosa c'è di più bello che possedere il Paradiso, la vita eterna?
Le sofferenze su questa terra passano, il corpo torna alla madre terra, torna ad essere polvere; lo spirito torna al suo Creatore, lo spirito torna libero e va a contemplare in eterno il suo Creatore; non esiste più la sofferenza, il dolore, non ho bisogno più di niente, né del letto, né della carrozzina o di qualcuno che mi spinge: ora sono libero, posso andare e correre dove voglio.
La mia storia sulla terra finisce ma continua a vivere nel vostro cuore, accanto ad ognuno che mi vuole bene.
Ora mi sento ancora più utile perché posso aiutare tutti con la mia preghiera, anche se non la posso accompagnare più con la mia sofferenza.
Pregate per me affinché possa essere degno di stare al cospetto di Dio; cantate canti di gioia perché è un giorno di festa, anzi, una festa senza fine, perché è il mio incontro con il Signore.
I miei scritti continueranno la mia testimonianza, così continuerò a dare gioia a tutti e a parlare del grande amore di Dio e delle meraviglie che ha fatto nella mia vita. Tutta la vita deve essere una continua lode a Dio: voglio lodarlo con la mia vita, con la croce e con tutto me stesso.
Grazie, Signore, perché hai voluto affidarmi questa croce: se non fosse stato per quella caduta dal quarto piano, tutta questa Grazia tua non l'avrei mai conosciuta.
E' stata una vita tutta in salita, fatta di sofferenze; la porta è stretta per entrare nel Regno di Dio e la sofferenza è la via che porta alla salvezza; la croce è la chiave che ci apre la porta del Paradiso e io ho avuto la grazia e la gioia, giorno dopo giorno, di salire il Calvario per essere crocifisso con Gesù, morire con Gesù sulla croce e avere nel cuore la certezza della risurrezione e vivere in eterno.
Non piangete, state lieti nel Signore.
Come dice Don Bosco: "Vi aspetto tutti in Paradiso".
Alleluia, Gesù è il Signore.


Vostro per sempre Nino Baglieri C.D.B.


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TESTAMENTO SPIRITUALE DI NINO BAGLIERI
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